lunedì 26 marzo 2007

HANNO PAURA DELLA VERITA'....



"Sembra cosa ovvia che colui che scrive scriva la verità, vale a dire che non la soffochi o la taccia e non dica cose non vere. Che non si pieghi dinanzi ai potenti e non inganni i deboli. Certo, è assai difficile non piegarsi dinanzi ai potenti ed è assai vantaggioso ingannare i deboli. Dispiacere ai possidenti significa rinunciare al possesso. Rinunciare ad essere pagati per il lavoro prestato può voler dire rinunciare al lavoro e rifiutare la fama presso i potenti significa spesso rinunciare a ogni fama. Per farlo, ci vuole coraggio. Le epoche di massima oppressione sono quasi sempre epoche in cui si discorre molto di cose grandi ed elevate. In epoche simili ci vuole coraggio per parlare di cose basse e meschine come il vitto e l'alloggio dei lavoratori, mentre tutt'intorno si va strepitando che ciò che più conta è lo spirito di sacrificio. Quando i contadini vengono ricoperti di onori, è prova di coraggio parlare di macchine e foraggi a buon prezzo, capaci di agevolare quel loro lavoro tanto onorato. Quando tutte le radio vanno gridando che un uomo privo di sapere e d'istruzione è meglio di un uomo istruito, è prova di coraggio domandare: meglio per chi? Quando si discorre di razze superiori e inferiori, è prova di coraggio chiedere se non siano la fame e l'ignoranza e la guerra a produrre certe deformità. Così pure ci vuole coraggio per dire la verità sul conto di se stesso, di se stesso, il vinto. Molti di coloro che vengono perseguitati perdono la capacità di riconoscere i propri difetti. La persecuzione appare loro, come la più grave delle ingiustizie. I persecutori, dato che perseguitano, sono i malvagi, mentre loro, i perseguitati, vengono perseguitati per la loro bontà. Ma questa bontà è stata battuta, vinta, inceppata e doveva quindi trattarsi di una bontà debole; di una bontà difettosa, inconsistente, su cui non si poteva fare affidamento; giacché non è lecito ammettere che alla bontà sia congenita la debolezza così come si ammette che la pioggia debba per definizione essere bagnata. Per dire che i buoni sono stati vinti non perché erano buoni, ma perché erano deboli, ci vuole coraggio. Naturalmente la verità bisogna scriverla in lotta contro la menzogna e non si può trattare di una verità generica, elevata, ambigua. Di tale specie, cioè generica, elevata, ambigua, è proprio la menzogna. Se a proposito di qualcuno si dice che ha detto la verità, vuol dire che prima di lui alcuni o parecchi o uno solo hanno detto qualcos'altro, una menzogna o cose generiche; lui invece ha detto la verità, cioè qualcosa di pratico, di concreto, di irrefutabile, proprio quella cosa di cui si trattava.
Poco coraggio invece ci vuole per lamentarsi della malvagità del mondo e del trionfo della brutalità in genere e per agitare la minaccia che lo spirito finirà col trionfare, quando chi scrive si trovi in una parte del mondo in cui ciò è ancora permesso. Molti assumono l'atteggiamento di uno che stia sotto il tiro dei cannoni, mentre sono semplicemente sotto il tiro dei binocoli da teatro. Vanno gridando le loro generiche rivendicazioni in un mondo amico della gente innocua. Chiedono genericamente una giustizia per la quale non hanno mai mosso un dito e chiedono genericamente la libertà, quella di ottenere una parte del bottino che già da gran tempo è stato spartito con loro. Considerano verità solo ciò che ha un bel suono. Se la verità ha a che fare con cifre, con fatti, se è cosa arida, che per essere trovata richiede sforzo e studio, allora non è una verità che faccia per loro, non ha nulla che li possa inebriare. Solo esteriormente hanno l'atteggiamento di chi dice la verità. Con loro il guaio è che non conoscono la verità".


E' uno stralcio tratto dagli Scritti sulla letteratura e sull'arte di Bertolt Brecht, Edizioni Einaudi.

Lo abbiamo pubblicato volutamente perchè siamo convinti che di fronte alla propaganda padronale ed alla patetica e volgare cultura dominante un grande atto di rivoluzionario è dire la verità.

E non ci spaventano le intimidazioni. Noi vogliamo che i lavoratori e le lavoratrici della DHL siano trattati come persone e non come merce.

Noi vogliamo un sindacato che rispetti la propria storia e difenda sul serio i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Non sappiamo che farcene di burocrati e di burocratini che si preoccupano di difendere i loro privilegi mantenendo un rapporto di subordinazione con i vertici nazionali aziendali.

A Pomigliano D'Arco in provincia di Napoli, è stato promosso uno sciopero cittadino per protestare contro il licenziamento di un delegato della Fiom Cgil della Fiat Avio.

La Regione ed il Comune hanno deciso di revocare tutti gli accordi ed i benefici fiscali accordati alla Fiat Avio fino a quando non sarà revocato il licenziamento.

La Fiom Cgil nazionale ha mobilitato parlamentari e forze significative della società civile.

I lavoratori della Dhl hanno appreso del licenziamento del sindacalista aziendale della Filt Cgil di Napoli solo attraverso il blog.

Non è stato promosso alcun comunicato nazionale. Nè è stato proclamato uno sciopero nazionale. Vergogna!!

Lo sciopero è stato promosso spontaneamente dai lavoratori di Casoria. La Filt territoriale e nazionale lo hanno subìto.

Nei prossimi giorni i vertici della Filt Cgil hanno convocato ad horas i delegati della Cgil.

Saranno invitati a rimettersi in riga.

Con le buone o con le cattive.

Saranno invitati a sottoscrivere documenti di "presa di distanze". Saranno messi sotto accusa quei rappresentanti sindacali più combattivi ed antagonisti.

Il segretario nazionale della Filt è stato a sua volta richiamato all'ordine dal capo del personale della DHL. "O metti in riga i tuoi e normalizzi i conflitti nelle varie sedi o si rompono i nostri rapporti" - gli è stato detto dal Kapo.

Il blog rappresenta una spina nel fianco. Perchè attua un'informazione senza censure. Alimenta e favorisce il confronto democratico.

Non è un caso se i vari galoppini e personaggi filoaziendali hanno iniziato a lasciare commenti tentando di creare volutamente rassegnazione e sconforto.

Noi riteniamo che l'informazione è potere.

Dobbiamo continuare a fare denunce, a promuovere inchieste. Tutti i lavoratori e le lavoratrici della DHL si devono trasformare in reporters del Blog.Createvi degli indirizzi mail usando anche pseudonimi.

Inviateci via mail anche fotografie su quello che accade nelle varie filiali.

Non bisogna assolutamente mollare. I kapi ed i kapetti sono tigri di carta!!

sabato 24 marzo 2007

IL QUOTIDIANO "CRONACHE DI NAPOLI": LA MOGLIE DI GENNARO PICCOLO COLPITA DA SINDROME DEPRESSIVA





IL QUOTIDIANO NAPOLETANO "CRONACHE DI NAPOLI" OGGI, DOMENICA 25 MARZO PUBBLICA UN ARTICOLO SULLA DHL E SULLE CONDIZIONI DELLA MOGLIE DI GENNARO PICCOLO IL RAPPRESENTANTE SINDACALE DELLA FILT CGIL LICENZIATO PER MOTIVI DISCIPLINARI. SONO NECESSARIE INIZIATIVE IMMEDIATE. REDIGIAMO COMUNICATI DA INVIARE ALLA STAMPA ED ALLE EMITTENTI RADIOTELEVISIVE. INVIAMO MAIL DENUNCIANDO LA GRAVE SITUAZIONE NELLE FILIALI DHL AL MINISTERO DEL LAVORO ECCO GLI INDIRIZZI MAIL:SegrDGattivitaispettiva@lavoro.gov.it capo.gabinetto@lavoro.gov.it -

Inondiamo di mail questi uffici indicando l'indirizzo preciso delle filiali e descrivendo dettagliatamente quello che accade. La redazione del Blog continua a redigere il dossier sulla base delle denunce pervenuteci per poi inviarlo ai vertici del Nucleo Carabinieri del Ministero del Lavoro

PUBBLICHIAMO INTERGRALMENTE L'ARTICOLO

LA MOGLIE DEL DELEGATO SINDACALE DELLA DHL LICENZIATO COLPITA DA SINDROME DEPRESSIVA
(Emanuela Zara) - La moglie di Gennaro Piccolo - il Rappresentante Sindacale della Filt Cgil della filiale di Casoria licenziato due settimane fa dai vertici della multinazionale dei servizi di posta privata per presunti motivi disciplinari – colpita da grave sindrome depressiva si è rivolta allo Sportello di Psicopatologia del Lavoro e Mobbing dell’Asl Napoli 1. La signora B.C , dipendente della DHL, ha deciso di rivolgersi ad un pool di avvocati per presentare un ricorso alla magistratura del lavoro per danno biologico. La giovane donna già provata per le particolari condizioni di salute della figlia colpita da una forma di epilessia è rimasta molto provata e colpita dalle scelte aziendali di licenziare il marito. Un provvedimento che ha provocato una gravissima situazione economica e familiare. “Non possiamo più pagare il fitto di casa e le spese di viaggio per accompagnare nostra figlia a Roma ad un centro specialistico. In azienda il clima è difficile. Sono stata oggetto per anni di vere e proprie vessazioni pianificate” – ci ha riferito la moglie di Gennaro. I vertici della DHL, nonostante due giorni di sciopero ed i presidì organizzati dai lavoratori e dalle lavoratrici della filiale di Casoria confermò il licenziamento per motivi disciplinari del lavoratore “venuto a mancare il rapporto di fiducia” ed in modo contraddittorio propose la collocazione del lavoratore in un’azienda subappaltatrice. “Ho richiesto solo il permesso per accompagnare mia figlia all’ospedale – dice Gennaro Piccolo – Se è venuto a mancare il rapporto di fiducia, perché mi offrono altre collocazioni?”. I colleghi di Gennaro rifiutarono la proposta aziendale. Promuovere altre iniziative di lotta. Hanno aperto un sito web all’indirizzo www.lavoratoridhl.blogspot.com pubblicando inchieste e denunce sulle condizioni di lavoro in azienda. Un sito che nel giro di pochi giorni ha avuto oltre duemila contatti. “ Ci risulta che altri venti colleghi impegnati in altre filiali italiane della DHL hanno ricevuto le lettere di licenziamento per motivi disciplinari. Abbiamo redatto un dossier sulle forniture, le consulenze esterne, la sicurezza antinfortunistica, la tutela dell’integrità psicofisica dei lavoratori e delle lavoratrici – dice Roberto un dipendente della sede di Rozzano della dhl – una vera e propria inchiesta sulla condizione operaia in dhl”. Gennaro Piccolo, intanto, ha nominato un noto giuslavorista per difendere i suoi diritti. Presenterà un ricorso alla magistratura del lavoro. Sulla vicenda sono state presentate interrogazioni parlamentari ai ministri del lavoro e dei trasporti da parte di esponenti del partito di rifondazione comunista e dei Verdi. Attivati i vertici dei nuclei dei carabinieri dell’ispettorato del lavoro. “Vogliono liberarsi di me con un pretesto. Mi sono sempre comportato in modo diligente – ribadisce Gennaro Piccolo – Non ho mai ricevuto una contestazione disciplinare in tanti anni di lavoro. Anche mia moglie sta subendo pressioni e vessazioni. Ne risponderanno davanti alla magistratura”. Intanto giungono solidarietà da tutt’Italia. “In dhl le vessazioni sono all’ordine del giorno. Come lo sono i demansionamenti – ci dice Francesca una lavoratrice romana –E’ un modo per indurci a dimetterci”

KAPI E SINDACALISTI SI PREOCCUPANO PER IL BLOG




Il blog sta facendo perdere la testa ai kapi ed ai kapetti della DHL, ai vertici del sindacato e ad alcuni galoppini che si definiscono "Rappresentanti Sindacali Aziendali".

Corre voce che il Capo del Personale sia intervenuto duramente chiedendo ai sindacalisti nazionali di "normalizzare" l'agitazione dei lavoratori nelle filiali.

Corre voce che qualche autorevole sindacalista nazionale della CGIL voglia convocare tutti i sindacalisti aziendali per criminalizzare e mettere all'indice quelli più combattivi.

Corre voce che qualche sindacalista nazionale per non perdere il rapporto "consolidato" con i vertici DHL sia intenzionato nel far approvare e firmare dalle rapprsentanze sindacali aziendali un documento per una "presa di distanza dal Blog".

Come è caduto in basso questo sindacato!! Quanta mediocrità!! Quanti segnali di debolezza che stanno dando! La debolezza di chi ha tanti scheletri nell'armadio.

Hanno paura che alle prossime elezioni siano presentate "Liste Cobas".....

giovedì 22 marzo 2007

FIRMANO GLI ACCORDI PER TUTELARE LE LORO CLIENTELE. DENUNCIAMOLI!!



Leggete con attenzione l' accordo stipulato il 13 Giugno 2006 tra i vertici della DHL ed i nostri sindacalisti nazionali. Accordo relativo ai progetti di formazione sottoscritti per richiedere il finanziamento a For.Te. nell'ambito del Bando 1/06: DHL Express (clicca).

Con la scusa di "formare" i lavoratori e le lavoratrici legittimano la gestione e l'utilizzo delle risorse attraverso i cosiddetti "comitati paritetici" gestiti da padroni e sindacalisti.

Non solo. Fanno guadagnare fior di quattrini ai docenti, assistenti e tutor dei corsi di formazione(amici e parenti indicati "pariteticamente da sindacalisti e da kapi e kapetti).
Utilizzano e sprecano migliaia di euro per promuovere corsi di formazione fasulli.

E' questa la maniera di fare sindacato?

Dopo avere stipulato accordi consociativi come questi, pensate ancora che i nostri sindacalisti nazionali difendano i nostri diritti e contrastino le ingiustizie e vessazioni con autonomia ed indipendenza dai nostri padroni?

Dobbiamo autorganizzarci. Dobbiamo fare controiformazione. Dobbiamo denunciare, così come stiano facendo, illegalità e ruberie!!

IL SINDACATO INVECE DI DIFENDERE I DIRITTI DEI LAVORATORI SI E' TRASFORMATO IN UN PROMOTER FINANZIARIO....



Le organizzazioni sindacali sono nate storicamente per difendere i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Invece tendono a trasformarsi in promotori finanziari per la raccolta di adesione in favore dei fondi pensionistici.
I fondi pensionistici sono una vera e propria truffa. Arrivano i primi fallimenti. Dopo il crak dei fondi pensione IBI, BNL e Comit, il crak del fondo pensione del Teatro Carlo Felice - leggi una nota della SlaiCobas(clicca). O altri casi di fallimento: ww.snatertlc.it/comunicati/regioni07/h/puglia_tfr_o_pensioneintegrativa.htm(clicca)Riteniamo doveroso informare i lavoratori e le lavoratrici. Pertanto Vi invitiamo ad acquisire notizie senza farvi condizionare dalla propaganda delle RSU.
E' interessante
Lo speciale di Repubblica.it sul Tfr(clicca).
La GUIDA della Confederazione COBAS su come compilare i moduli
www.cobas.it/Sito/Documenti/Materiali/TFR/Sito_TFR.pdf (clicca).
Leggere la GUIDA del sindacalismo di base
www.rdbcub.it/2005_tfr.htm (clicca). STAMPARE LA SCHEDA DI CONFRONTO TFR – FONDI PENSIONE scarica la scheda doc.zip
Cosa sono i Fondi?
Leggete l'interessante analisi fatta dai Comitati di Base....
www.cobas.it/Sito/Documenti/Materiali/TFR/Vol_TFR_spieg_moduli.pdf (clicca)
Infine, Vi consigliamo di collegarvi sul sito del COMITATO NAZIONALE PER LA DIFESA DELLA PREVIDENZA PUBBLICA E DEL TFR
www.perlapensionepubblica.it (clicca)
RICORDATEVI CHE L'INFORMAZIONE E' POTERE!!

martedì 20 marzo 2007

LA SALUTE NON E' UN PACCO POSTALE....




Come vengono rispettate le normative che tutelano la salute e la sicurezza antinfortunistica in DHL? Esiste il Medico Competente Aziendale? Vengono effettuate le visite mediche periodiche? Come vengono tutelate le donne? Il Sindacato che ruolo svolge? Si interessa solo di raccogliere le adesioni per trasferire il TFR nei fondi pensionistici? Invitiamo i lavoratori e le lavoratrici a segnalarci e descriverci le condizioni di lavoro. Provvederemo noi a segnalare il tutto agli organismi di vigilanza nazionali.
LA SALUTE NON E' UNA MERCE. LA SALUTE NON E' UN PACCO POSTALE!!!

E' QUESTA LA MANIERA DI FARE SINDACATO?


"Una mano/ piu’ un’altra mano/ non sono due mani/ sono mani unite/ Unisci la tua mano/ alle nostre mani/ affinche’ il mondo / non rimanga / nelle mani di pochi/ bensi’/ nelle mani di tutti.”
(Gonzalo Arango -Poeta ribelle colombiano)

Leggete con attenzione la nota inviata ai vertici DHL dal Signor Michele Azzola della segreteria nazionale della Filt Cgil. E' questa la maniera di svolgere il ruolo di dirigente sindacale rappresentante degli interessi dei lavoratori? Così si difendono i diritti?
Il Signor Michele Azzola definisce in maniera sprezzante "minoranze" i lavoratori e le lavoratrici che lottano contro vessazioni e soprusi.
Definisce in maniera sprezzante "minoranze" i lavoratori e lavoratrici di Rozzano che hanno scioperato contro i ritardi nella corresponsione dei salari.
Il Signor Michele Azzola in maniera patetica chiedeva ai vertici DHL di essere convocato al "tavolo di trattativa" prendendo le distanze dalle lotte dei lavoratori e delegittimando le rappresentanze sindacali aziendali.
Il Signor Michele Azzola ha tentato di "mediare" con i vertici DHL anche sulla vicenda del nostro compagno licenziato a Napoli. Invece di indire uno sciopero nazionale di tutti i lavoratori DHL per difendere un rappresentante dei lavoratori licenziato ingiustamente, ha proposto di collocare Gennaro Piccolo in un'azienda subappaltatrice della DHL. La sua proposta è stata rinviata al mittente!!
Lo sciopero promosso a Napoli è stato subìto dal sindacato territoriale e dal Signor Michele Azzola. I lavoratori e le lavoratrici si sono organizzati ed astenuti dal lavoro in maniera spontanea dopo anni di umiliazioni e di vessazioni pianificati da kapi e kapetti delle "risorse umane". Ed intendono continuare a lottare con altre forme di lotta più efficaci ed incisive.
Il nostro compagno licenziato sarà difeso da avvocati indipendenti e da una vasta rete di solidarietà militante. Non è un caso!! Non ci fidiamo affatto degli avvocati del sindacato e di personaggi come Michele Azzola!!
Noi rimaniamo iscritti alla Cgil solo perchè abbiamo profondo rispetto della storia di una grande organizzazione sindacale. Un rispetto che non durerà eterno.
Continueremo a raccogliere informazioni e denunciare soprusi. Stiamo redigendo un vero e proprio dossier da inviare alla stampa ed alle istituzioni. Organizziamoci usando, il blog, come grande strumento di controinformazione. E non escludiamo la possibilità di contattare i Cobas e le RDB...